Un eroe italiano in República Dominicana

IlioCapozzi

Mio fratello Gigi mi ha segnalato il caso di un soldato italiano che, dice il suo amico Maurizio, ha combattuto negli anni ’60 per la libertà della Repubblica Dominicana, e combattendo ha perso la vita. Mi ha chiesto se potevo cercare qualche notizia in più sulla storia di questo militare, Elio Capozzi, e la cosa mi ha incuriosito.

Per prima cosa ho domandato, con poche speranze in verità, a un collega giornalista, scrittore e blogger, che immediatamente mi ha risposto “¡Pero claro, el comandante Ilio Capocci!”. Ho sgranato gli occhi, e da questo momento ho scoperto una storia interessantissima, che parla del comandante Capozzi (o Capocci: alcuni scrivono nome e cognome seguendo la loro maniera di pronunciarlo) come un autentico eroe, solo in parte dimenticato, tanto che la città di Santo Domingo ha deliberato nell’aprile scorso di intitolargli addirittura una strada qui nella Capitale, a trent’anni dalla sua morte, avvenuta il 19 maggio 1965 nell’attacco che stava conducendo con altri militari Costituzionalisti dominicani per la riconquista del Palazzo Presidenziale di Santo Domingo, occupato da gruppi armati dominicani e militari USA nella Guerra Civile del 1965 (conosciuta qui anche come “Revolución del 65” o “Revolución de Abril”).

In Repubblica Dominicana, Capozzi era molto stimato, come militare esperto e come istruttore degli “uomini rana”, il corpo speciale della Marina di Guerra. Quando scoppiò il conflitto con gli USA, il comandante italiano assunse un ruolo fondamentale dentro del movimento dei ribelli, a stretto contatto con i vertici dei Costituizionalisti.

“El capitán, profesor Ilio Capozzi, italo-alemán de 46 años, que hablaba Italiano, Alemán, Francés, ingles y español; oficial académico, alcanzó el grado de capitán de la Gestapo de Hitler, veterano de guerra en: Abisinia (Etiopía), Italia, Alemania, Francia, Polonia y Rusia; de la Legión Extranjera Francesa en el norte de África e Indochina (Viet Nam). Instructor del Cuerpo de Hombres Ranas de República Dominicana”. 

Questa la descrizione che ho preso dal blog che gli ha dedicato un appassionato ammiratore dominicano. Che la sua carriera sia passata davvero per la Gestapo non trova altre conferme. Sicuramente era un militare di grande esperienza, molto considerato qui in Dominicana, tanto da arrivare ai vertici della Marina di Guerra.  

Come detto, Capozzi perse la vita nei combattimenti per la riconquista del Palacio Nacional, che era stato occupato dai membri del cosiddetto “Governo di Ricostruzione Nazionale”, con a capo un generale dominicano ed appoggiato dal governo e da militari USA. Il comandante italiano fu colpito a morte dal fuoco delle truppe di occupazione proprio nei giardini del palazzo (o secondo alcuni al suo interno), insieme ad altri valorosi combattenti e dirigenti costituzionalisti. Il suo corpo è stato sepolto nel cimitero di Ciudad Nueva.

Ho trovato googlando un sacco di articoli e delle foto sensazionali, bellissime, in bianco e nero e a colori, alcune dalla rivista LIFE.

Italian_Mercenary_Ilio_Capozzi_in_camo_with_AR10_in_the_Dominican_Republic_talking_to_a_security_officer_with_a_Cristobal capozzi-1111 caamano-telefono-111 capozzi-1112

http://matense.net/fotocronica-de-la-intervencion-norteamericana-1965/
https://lavendatransparente.wordpress.com/2009/07/08/abril-de-1965-algunas-fotos-de-una-revolucion-sin-ejemplo/

Ma da che nasce la Guerra Civile del 1965 in Dominicana? La storia (in breve, e mi perdonerete imprecisioni) è la seguente.

Nel 1961 viene (finalmente) assassinato a Santo Domingo il dittatore sanguinario Rafael Trujillo (come racconta il film del mio amico Felix Limardo), e dopo 31 anni di dittatura viene eletto presidente con libere e democratiche elezioni il professore Juan Bosch, intellettuale, scrittore e politico illuminato.
Bosch però dura poco, e viene deposto con un golpe militare ed espulso dopo soli 7 mesi, a causa delle prime riforme sociali, la nuova costituzione progressista e i rischi che tutto questo comportava per il vecchio establishment, che non ne voleva sapere di perdere i privilegi costruiti in decenni di dittatura.
Scoppia una guerra civile in Repubblica Dominicana, tra i “lealisti” (fedeli alla nuova giunta militare) e i “costituzionalisti” (che combattono per il ripristino della Costituzione di Bosch).
Il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson, preoccupato dalla possibilità di creare una seconda Cuba, e spinto dal suo ambasciatore a Santo Domingo – che vede fantasmi comunisti nei ribelli costituzionalisti – invia le truppe a proteggere i generali golpisti: l’operazione “Power Pack”, vede 20mila militari sbarcare in Dominicana con la finalità dichiarata di “ripristinare l’ordine e la sicurezza”.
Secondo i racconti dei presenti, furono proprio franchi tiratori USA che, il 19 maggio 1965, colpirono alle spalle i costituzionalisti che si apprestavano a riconquistare il Palacio Nacional, uccidendo anche Elio Capozzi.
I patrioti costituzionalisti non riuscirono a vincere la Guerra Civile del 65, nonostante alcune battaglie vinte, che periodicamente vengono ricordate e celebrate ai giorni nostri. Nel 1966 furono indette nuove elezioni, e Juan Bosch fu sconfitto da Joaquin Balaguer, un discusso personaggio già presente nell’era Trujillo, che fu eletto con l’appoggio esplicito degli USA e sarebbe restato al potere per decenni, fino alle soglie del nuovo secolo.

Io sono andato al cimitero di Ciudad Nueva, nell’Avenida Independencia, a cercare la tomba di Elio Capozzi, Siamo vicino al Parque Independencia, ai confini con la Ciudad Colonial, a pochi passi dalla calle Espaillat esquina José Gabriel García, dove si trovava il comando costituzionalista.
Ho faticato non poco, perché non è sepolto con gli altri “martiri della rivoluzione del 65”, e quindi ho dovuto girare parecchio, tra sterpaglie e vecchie tombe mezzo crollate.
Proprio quando mi stavo arrendendo, indeciso se abbandonare o cercare aiuto dagli “addetti” del cimitero, l’ho trovata, la lapide parzialmente nascosta da una palma, e per questo praticamente introvabile.

IlioCapoccitumba2 ElioCapozzitumba2

Onore agli eroi.

Hasta siempre, comandante.

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Una Risposta

  1. Che emozione vedere finalmente dove riposa il nostro caro Ilio Capozzi..lui era il marito di mia zia Elide e lo ricordo io bambino al mare con noi e mio padre prima che partisse per il sudamerica.

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